relazione network1 - A.GE. CASSINO

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ATTIVITA'
Relazione sul Network "Gli Ospedali di Andrea"

Partecipazione dei volontari Luca Moscatello e Annalisa Scappaticci all'incontro scientifico del Network "Gli Ospedali di Andrea" tenuto in Via F. Baldelli, n° 41 a Roma, il giorno 25 maggio 2007 presso la sede nazionale dell'A.Ge.
Obiettivi della riunione:
" Realizzazione di un'indagine regionale sull'andamento del progetto Andrea all'interno dei reparti pediatrici degli ospedali della regione Lazio;
" Diffusione e potenziamento del Network "Gli Ospedali di Andrea", per l'umanizzazione e la qualità dell'assistenza sanitaria in area pediatrica;
" Analisi di alcune difficoltà e problematiche (impoverimento delle comunicazioni tra gli associati dell'A.Ge., carenza di informazione, scarsa abitudine a collaborare tra categorie diverse: ospedale-scuola-enti locali-cittadinanza attiva, cadute del livello di attenzione verso i normali bisogni del bambino e dei suoi genitori);
" Costruzione di una rete locali tramite la realizzazione del sito Andrea;
" Individuazione dei referenti del Nertwork: 1 per regione (medico, o genitore, o infermiere) e 3 per ospedale (medico, genitore ed infermiere);
" Analisi dei rapporti dell'A.Ge. con altre associazioni, quali: SIMEUP, Cittadinanzattiva, AOPI, rete degli ospedali HPH, IPASVI.
Alla riunione hanno partecipato diverse figure professionali: coordinatori e primari nei diversi ospedali iscritti all'A.Ge. ed altri associati provenienti da diverse realtà della regione: Latina, Gaeta, Colleferro e Cassino.
Si è insistito sull'importanza dell'accoglienza dei genitori all'interno del reparto pediatrico. Di solito infatti quando un bambino/adolescente viene ricoverato, la madre accusa uno stato ansiogeno e, quindi, prima di "agire" sul bambino (a meno che questo non necessiti di un intervento urgente), bisognerebbe tranquillizzare la madre, proprio per evitare le ricadute emotive della madre sul bambino.
Da quì l'importanza dei volontari all'interno del reparto, altrimenti tutto graverebbe sul personale ospedaliero. I volontari non devono pensare solo alla "esecuzione materiale", ovvero all'animazione, al gioco, all'intrattenimento dei bambini, bensì devono anche rilevare quelle che sono le "criticità" registrate nel reparto e proporre dei suggerimenti. Quindi comunicare con i medici.
Da Colleferro è stato denunciato che spesso le iniziative del Progetto Andrea vengono lasciate ai singoli attori del processo assistenziale e risulta difficile coinvolgere altre figure.
A Latina, dove è partito il Progetto Andrea dispongono di 22 posti letto, di una cucina che possono utilizzare le madri dei pazienti e di una palestra fornita di basket e cyclette. Ciò nonostante le madri spesso non utilizzano con cura questi locali (pulizia ed ordine).
Da Gaeta è stato presentato il problema un po' comune nella sfiducia generalizzata nell'ospedale e sulla decadenza dei costumi.
Da Cassino, 2 volontari dell'A.Ge.: un educatore professionale ed un assistente sociale hanno portato la loro diretta esperienza a voce e documentata sull'andamento del progetto Andrea all'interno del reparto.
Si è giunti così alla conclusione di insistere sui seguenti sotto-obiettivi:
" Accoglienza dei genitori dei bambini ricoverati;
" Miglioramento dell'umanizzazione e della qualità dell'assistenza;
" Tutela dei diritti di tutti gli attori del processo assistenziale (a tal proposito un gruppo di Trieste dell'AOPI ha creato la cosiddetta "Carta dei diritti del bambino").
È stato altresì creato un gruppo di mutuo-aiuto e di coordinamento reale tra gli attori presenti alla riunione, che adempia ai seguenti impegni:
" Incontrarsi a scadenze fisse;
" Proporre delle ipotesi di soluzione ai problemi rilevati nella propria realtà ospedaliera;
" Scambiare periodicamente informazioni e lavorare come un "cantiere avanzato".

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